“Penso che Renzetti sia il futuro, ma parte da lontano; per cui può essere detto l’ultimo surrealista.

Perché il sogno è difficile; e lui ha avuto la fortuna di muoversi con artisti come Leonor Fini, come Clerici, come Gaetano Pompa che hanno tenuto vivo il sogno e Renzetti ha continuato a sognare! Per cui, anche quando vive, lui sogna: non è sicuro di essere reale. Le sue opere sono rassicurazioni di un contesto onirico in cui si sta meglio che nella realtà vera.

L’ospedale è un luogo simbolicamente perfetto, perché ognuno sogna di guarire e ognuno pensa che questa realtà sia temporanea; perché l’ospedale è una realtà, ma una realtà da cui uno vuole andarsene!

Questa è un’opera che ti porta lontano.

Vittorio Sgarbi 

Prolusione per la presentazione del dipinto di Eros Renzetti Alchimie di Asclepio, 2020 – IFO, Roma, 27 aprile 2021.

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