Biografia
a cura di Ines Millesimi

1965

Eros – il suo nome di battesimo Giancarlo è ormai solo un ricordo dell’anagrafe -Eros Renzetti nasce a Roma l’8 febbraio. Potrebbe sembrare in prima battuta un vezzo, ma Eros è il modo con cui sin dall’inizio la sua famiglia affettivamente lo chiama, data la sua impressionante somiglianza con suo fratello nato senza vita tredici mesi prima, e chiamato appunto Eros. Come Dalí, che sentì sempre la presenza interiore di suo fratello morto tre anni prima e a lui molto somigliante, così Eros cresce con questo arcano sentimento del doppio. Inizia precocemente a dedicarsi al disegno e a sperimentare diverse tecniche avendo da giovanissimo l’idea che da grande sarebbe diventato pittore. Un ricordo netto e chiaro che Eros serberà dell’infanzia è la visione del film Ziegfeld Follies con Fred Astaire, impressionato dalle scene e dai costumi di quei balletti perfettamente sincronici e perfetti.

1979-1985
Frequenta l’Istituto Statale d’Arte Roma I (ISA) in via Silvio d’Amico 111, diplomandosi Maestro d’Arte nel 1982; qui studia scultura con Carlo Lorenzetti e pittura con Paolo Cotani, entrambi artisti noti sulla scena artistica non soltanto italiana e romana. Sono gli anni in cui Lorenzetti ricerca una lirica asciutta e spirituale nella forma rigorosamente astratta; il segno librato nello spazio è costituito dalla modulazione della lastra specchiante di metallo, capace di trasmettere un’idea formale di libertà e leggerezza antimonumentale.
Cotani, interessato al linguaggio fotografico grazie alla frequentazione di celebri fotografi americani, è il protagonista di una Pittura Analitica o Nuova Pittura, che si colloca dopo le sperimentazioni dell’Arte Povera. Il suo linguaggio di quegli anni arriva all’essenza del minimalismo pur rimanendo nel solco del repertorio tradizionale della pittura.
Nel 1984 Eros Renzetti consegue la maturità di Arte Applicata sempre presso l’Istituto d’Arte, diplomandosi nella sezione Arte dei Metalli e della Oreficeria con Eliseo Mattiacci, altro celebre artista internazionale che negli anni ottanta approfondisce il tema dello spazio astronomico con opere e installazioni capaci di trasmettere una forte energia cosmica. Con Mattiacci, allora professore di smalti, esegue varie maschere in rame smaltato. Soprattutto l’arte del disegno dei gioielli è appreso da Eros con grande facilità, ed ha la possibilità di approfondire queste attitudini con i grandi professionisti che avevano lavorato con Cagli, Mirko, Afro, Cannilla a Roma negli anni cinquanta per conto del gioielliere Mario Masenza. Da queste brevi note che illustrano la formazione del giovane Eros, si inquadra bene la messe di stimoli formativi che circolavano allora nelle aule dell’Istituto d’Arte; e, in seconda battuta, quanti cambiamenti trent’anni dopo, cioè nell’età attuale, hanno concorso alla progressiva limitazione del “saper fare” nei laboratori di quelle suddette scuole, che in seguito alla riforma degli ordinamenti scolastici sono state trasformate in licei artistici. Dunque, in un contesto didattico di acquisizione delle più ampie competenze tecniche, Eros progetta gioielli e modella piccole sculture, soprattutto personaggi inventati ritratti in pose ieratiche. Intanto frequenta Italo Mussa, critico d’arte e teorizzatore della cosiddetta Pittura Colta, consolidando un interesse sempre più autentico per l’arte della figurazione e scartando – seppur con rispetto e consapevolezza dei linguaggi – una ricerca formale prossima alle sperimentazioni astratte, alle installazioni e alle tendenze contemporanee più estreme che pure avevano attraversato la sua primogenita formazione. E’ sempre più attratto dal mondo creativo del teatro, dalla costruzione di scene, costumi, atmosfere spettacolari nel loro svolgersi “qui e ora”. Assiste allo spettacolo Flowers, pantomima per Jean Genet con Lindsay Kemp al Teatro Brancaccio di Roma, restandone completamente affascinato; avrà modo d’incontrare più volte il grande mimo inglese con il quale scambierà diversi disegni. Intanto, nel 1979, quando Eros ha solo quattordici anni, alcuni suoi dipinti sono notati dall’artista visionario Fabrizio Clerici, protagonista a Roma, in Italia e all’estero di un linguaggio colto e raffinatissimo, in bilico tra sospensione metafisica e surrealtà; Clerici, incoraggiandolo a perseverare in questa direzione e a raffinare sempre più le tecniche, lo invita a frequentare i suoi studi a Roma e a Barottoli, nel comune di Monteroni d’Arbia (Siena). Qui a Barottoli, nell’oratorio annesso alla casa vi è una copia coeva del dipinto del Seicento di Rutilio Manetti Tentazione di sant’Antonio, e proprio in questo luogo magico Leonardo Sciascia, in visita al suo amico Clerici, avrà intuizioni e idee per il suo libro Todo Modo. Eros compirà un lungo determinante apprendissage presso gli studi di Fabrizio Clerici, diventando suo assistente e condividendone l’abitazione sino al giorno della sua scomparsa, nel 1993; da quel momento ne curerà la memoria e l’immenso archivio storico. Eros Renzetti avrà quindi modo di lavorare a fianco di un personaggio artistico molto indipendente e difficilmente incasellabile in un gruppo o in una categoria linguistica; Clerici, oltre che pittore era un intellettuale raffinatissimo che aveva rapporti d’amicizia e stima reciproca con grandi personaggi del mondo dell’arte, della letteratura e del cinema internazionale, lo invita a seguirlo nei numerosi viaggi che farà negli anni ottanta in Egitto, a Parigi e a New York. Molti e molto diversi i personaggi conosciuti da Eros in quegli anni: Leonor Fini, Salvador Dalí, Federico Fellini, Dalida, Brigitte Bardot, Serge Gainsbourg, Rock Hudson, María Félix, François Mitterrand, Boris Kochno, Silvana Mangano, Alida Valli, Georges Perec, Ingrid Bergman, Isabella Far de Chirico, Vittorio Gassman, Laura Betti, Leonardo Sciascia, Hebert von Karajan, Giulietta Simionato …ognuno in grado di lasciargli un’impressione forte, grazie alla quale sviluppa la sua personalità ansiosamente curiosa, sensibile e gentilissima, ma anche capace di asprezze e chiusure improvvise.
Nel frattempo Renzetti realizza maschere e costumi per varie occasioni di pièce teatrali. A Parigi e a Saint Dyé-sur-Loire incontra per la prima volta Leonor Fini, cui si lega d’intensa amicizia e che fino alla sua scomparsa, nel 1996, incontrerà, con e senza la compagnia di Fabrizio Clerici, amico della pittrice sin dal 1943; Leonor rappresenterà per Eros una musa chiaroveggente, libera e senza tempo storico, ispiratrice di nuovi sogni (passavano serate intere a parlare di Füssli e di Pontormo). Questo incontro non fu solo magnetismo intellettuale, né casuale connubio di anime appartenenti a generazioni così distanti, ma trovò concretezza sul confronto di un comune modello di approccio e operatività artistica (si scambiavano disegni, cartoline, fotografie, a documentazione di incontri, storie o eventi che avevano qualcosa di alchemico e di teatrale). Entrambi condividevano il metodo di lavoro lento e controllato, la pennellata nei quadri non si doveva più percepire, quasi che l’immagine dipinta altro non fosse che apparizione magica e spirituale.
Eros esegue ad olio nel 1983 un piccolo ritratto di Leonor, ed altri in vari periodi, a suggello di questa ammirazione, mentre Eddy Brofferio, amico comune di Clerici e Leonor Fini e brillante fotografo tra l’America e l’Europa, gli scatta diversi ritratti, oggi facenti parte della prestigiosa collezione Alinari di Firenze, interpretandolo quasi come la reincarnazione di un modello caravaggesco.

1986-1991
Dal 1986 Eros segue i corsi di scenografia con Fabio Vergoz e scenotecnica con Giorgio Scalco presso l’Accademia di Belle Arti di Roma laureandosi nel 1990. Vergoz fondò le cattedre di Scenografia all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta a Roma e all’Accademia di Viterbo, e molti scenografi italiani che hanno vinto l’Oscar per la Scenografia furono suoi allievi; celebri erano i racconti dettagliati che lo scenografo faceva agli studenti della faraonica produzione alla quale aveva preso parte nel 1959 a Cinecittà per l’allestimento del set di Ben-Hur. L’interesse di Renzetti come giovane scenografo e costumista è rivolto soprattutto al balletto e al teatro di danza. Incontra Kazuo Ohno, importante danzatore Butoh; questo tipo di danza lo attrae moltissimo per il movimento antinarrativo e rallentato dei corpi che creano, come nei tableaux vivants, una sospensione del tempo, tanto che alcuni disegni di questo giro d’anni risentono di queste suggestioni. I soggetti della sua produzione grafica sono soprattutto ritratti immaginari a mezzo busto di inquietanti e luciferini cardinali, eseguiti a fil di segno con la matita o con la punta d’argento. Progetta e realizza un’imponente scena-scultura per lo spettacolo Pasifae di H.M. De Montherlant, rappresentato al Teatro Romano di Nora.

1992-1994
Dalla visione delle cere anatomiche conservate nel museo de La Specola a Firenze, dipinge una serie di tavole che chiamerà Teste anatomiche dove l’intreccio di vene e capillari costituisce la struttura di volti ancor più inquietanti. Una di queste tavole sarà particolarmente apprezzata da Leonor Fini che incoraggerà Eros ad approfondire questo coté visionario, che indaga dentro la pelle delle cose.
A Roma con Fabrizio Clerici visita la Cappella Sistina e sale sui ponteggi allestiti per il restauro del Giudizio universale. Nel 1994 l’Accademia Nazionale di San Luca acquisisce per la propria pinacoteca il Ritratto di Fabrizio Clerici, dipinto da Eros nell’estate 1992 presso lo studio del maestro a Barottoli, nella campagna senese.

1995-1999
Inaugura a Roma la sua prima personale presso la galleria Cà d’Oro dove espone venti opere tra cui otto dipinti e dodici lavori su carta.
È pubblicata in catalogo, scritta per l’occasione, una dedica di Leonor Fini: “Caro Giancarlo quando guardo a lungo il tuo bel disegno del viso che forse é mascherato bizzarramente e anche quel chiaro tenue che vela i due esseri attirati che ardono si capisce col tuo tocco pittorico il contrasto che avvolge tutto e spaventa”. Nel 1996 la rivista “The Best” gli dedica un servizio a cura di Charles Reynaud des Sablon. Espone un grande dipinto dal titolo Visioni sonore presso la galleria Studio S-Arte Contemporanea di Roma in occasione della mostra Corpo a corpo. Tre maniere di guardare al corpo. Partecipa alla Sesta Biennale Internazionale de Il Cairo con il dipinto Password, un olio di importanti dimensioni. Il numero monografico della rivista “Psicoanalisi Contro” esce illustrato con suoi disegni e dipinti. Nel 1998 è invitato da Alitalia ad esporre in varie collettive. Progetta la grafica di una card allegata alla rivista “Freccia Alata News” (n.4, 1998). Nell’anno successivo realizza una mostra personale presso lo J.F. Kennedy Airport di New York e realizza una serigrafia su lastra d’argento per il premio Pegaso.

2000-2007
La serie di dipinti con cui inaugura il nuovo secolo ha come protagonisti corpi e volti che appaiono all’interno di spazi opalescenti dando origine a misteriosi nonsense di forte impatto visionario.
Esegue due serigrafie numerate: Testa alata e Pegaso. Nel 2002 realizza un dipinto su Cleopatra presentato nella mostra collettiva Cleopatra presso l’Accademia d’Egitto a Roma e successivamente, in tappe itineranti, in Egitto e nella Repubblica dell’Azerbaigian.
Nel’aprile 2003 s’inaugura la mostra Cleopatra. Da Michelangelo all’Arte Contemporanea presso l’Alexandria Center of Art in Alessandria d’Egitto; la stessa mostra verrà trasferita a Il Cairo presso l’Akhnatoon Center of Arts-Zamalek. In luglio esegue due dipinti per il Giffoni Film Festival esposti nella mostra collettiva Un mondo d’immagini per chi immagina il mondo. Durante il 2004 partecipa a Roma alla rassegna d’arte contemporanea Salone di Maggio. La natura e l’uomo presso il Complesso del Vittoriano. Con Opium, una tempera appositamente dipinta, partecipa nel 2005 alla mostra Uroburo o dell’Eterno Ritorno (omaggio a Cocteau) allestita presso l’Archivio di Stato di Parma. In dicembre espone a New York presso l’aeroporto J.F. Kennedy e viene pubblicata la sua prima monografia.
I dipinti dal 2004 al 2007, eseguiti con tecniche miste e alcuni di grande formato, si concentrano su soggetti maschili di cavalieri e guerrieri, rappresentati tono su tono su campiture luminescenti e monocromatiche. Bloccati in pose statiche o riassuntive di un movimento, queste fantascientifiche figure di profilo, con elmi aereodinamici e dai colli taurini, ereditano occhi allungati e frontali così come li raffiguravano gli Antichi Egizi e Giotto, ma anche certi arcaismi strutturali tipici dei guerrieri nudi del tempio di Atena Afaia a Egina.

2008-2010

A Milano, partecipa alla mostra Jean Cocteau le joli coeur. Omaggio ”alla moda” di un seduttore, Palazzo delle Stelline, Centre Culturel Français. Nel luglio del 2009, nell’ambito del Giffoni Film Festival a Giffoni-Valle Piana (Salerno), partecipa alla mostra Artabù Icone della trasgressione e, invitato dal Museo Revoltella di Trieste, espone un dipinto nella mostra Leonor Fini L’Italienne de Paris, con opere, tra gli altri, di Dorothea Tanning, Pavel Tchelitchew e Jan Lebenstein in una sezione di amici storici della grande pittrice surrealista; in tale occasione la nota studiosa di arte visionaria Laura Gavioli, curatrice della sezione, lo intervista su i suoi rapporti con Fabrizio Clerici e Leonor Fini. Sempre nel 2009 espone a Roma in due collettive Maestri in grafica. La grafica d’autore dal ‘900 ad oggi, e alla mostra, curata da Carmine Siniscalco, Muro contro muro, allestita in occasione dei venti anni dalla caduta del muro di Berlino. Alla Silber Gallery di Roma con il titolo Giovanni Cozzi Eros Renzetti Anteprima presenta alcuni scatti di Giovanni Cozzi, celebre fotografo di moda accanto a sue sculture, imparentate da un forte senso di glamour. Nel 2010 è invitato dalla Galleria Cà d’Oro di Roma e dalla Fondazione de Chirico in una mostra itinerante Omaggio a de Chirico, collettiva che toccherà diverse sedi (Los Angeles, Sculpture Foundation di Bergamot Station; New York, New York University; Miami, Saint Thomas High School). Nell’omonima mostra del 2008 a Roma (Galleria Cà d’Oro, a cura di Antonio e Gloria Porcella) Renzetti scrive questo commento in catalogo: “Prima di de Chirico venne Georges; nei miei ricordi di adolescente, così lo chiamava la moglie Isabella Far ricordandolo nelle lunghe conversazioni con Fabrizio Clerici alle quali assistevo negli anni ottanta. Fabrizio parlava spesso del suo legame fraterno con Alberto Savinio e di come con Giorgio de Chirico, avesse scambiato ricette pittoriche, soprattutto sulla pittura a tempera, già dal 1938. In seguito vidi molte pubblicazioni e all’Istituto d’Arte imparai a memoria quasi tutti i titoli dei suoi dipinti; ma il primo, dal vero, fu la Melanconia del 1912 di Londra. Quello che mi rimase dopo aver visto alcune sue opere (ricordo la grande antologica a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna) fu l’atteggiamento di dolce abbandono di molte sue figure; abbandono, anche se delle volte poco dolce, che ho assimilato e riproposto evidentemente in alcuni miei dipinti. Per de Chirico è il mio omaggio attuale al pittore della metafisica; una elaborazione digitale che associa un suo poco noto quadro La profezia del saggio del 1915 con uno dei miei androgini cavalieri.”
Nel 2010 la galleria Monserrato Arte ‘900 realizza una mostra dal titolo Di padre in figlio, con opere dello stesso Eros Renzetti, di Fabrizio Clerici e dei fotografi Pasquale e Riccardo De Antonis; padre e figlio che fotografarono l’uno Clerici negli anni cinquanta e l’altro Renzetti. La mostra è accompagnata da un intervento recitato da Paolo Poli, appositamente registrato da un testo di Vincenzo Mazzarella.
 Mentre le sue sculture-oggetto della serie Ritrovamenti – teste polimateriche e in vetroresina di ibridi, ornati fino all’iperbole – operano un rovesciamento di senso del memento mori del celebre teschio di platino e ottomila diamanti, con cui dal 2007 Damien Hirst scandalizza il pubblico, la vanitas ambigua espressa dai bei corpi maschili di armigeri che nella metamorfosi diventano fenicotteri rosa, ci porta in un immaginario fatto di radiografie (cogliere cosa c’è sotto la pelle delle cose) e di travestimenti (costruire il pensiero laterale e il personaggio), nel solco di provocazioni glamour. Quasi per rifare il verso all’assurda tragicommedia del reale, Eros conduce il suo stile sulla strada delle contaminazioni, ma anche delle eccentricità e delle parvenze: guarda come un tempo ai grandi maestri, ma sempre di più si volge al cinema fantasy: si trovano analogie sorprendenti tra i suoi cavalieri della fine degli anni novanta e alcuni film come 300 (2007) diretto da Zack Snyder, o nel personaggio di Jake Sully in Avatar (2009) di James Cameron, le cui sembianze sono assai simili ad una sua testa di un dipinto del 2000. Non mancano, inoltre, tangenze indirette con la pop music, con i video e con la messa in scena degli spettacoli di Madonna e di Lady Gaga. Questo essere nel proprio tempo storico sul piano dell’immaginazione figurativa è però costruito con un modo di dipingere tradizionale. Eros Renzetti lavora ancor oggi con una tecnica lenta, controllata, perfetta, dove la manualità sapiente, che pur c’è, non si vede.

2011
In febbraio partecipa con due opere alla mostra Quindici artisti in memoria della Shoah presso l’Old Jaffa Museum di Tel Aviv ed è invitato alla Biennale di Venezia dove espone al Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi. Nell’occasione Vincenzo Consolo scrive: “Ho scelto di presentare il pittore Eros Renzetti alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia all’Arsenale, perché l’opera di questo artista mi ha molto colpito e convinto. Le sue figure di uomini con elmo, simile a quello del guerriero di Dodona, visti di profilo, le sue “presenze” di faccia, i suoi nudi, i suoi “tattoo” e soprattutto i suoi colori mi hanno ricordato la grande pittura surrealista di Leonor Fini, di Fabrizio Clerici o di Alberto Savinio”. 
In maggio Damiani editore da alle stampe la seconda monografia dell’artista dal titolo Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno con testo di Vincenzo Mazzarella. Il volume è concepito da Damiani come un bizzarro diario di Renzetti con sue foto personali, opere e foto di suoi incontri. Il volume viene presentato alla Libreria Arion di Roma nel palazzo delle Esposizioni da Fabio Benzi, Ines Millesimi e Rosanna Ruscio; in tale occasione l’attore Massimo Napoli legge alcuni brani di Mazzarella.

2012
In maggio la Palazzetto Art Gallery di Roma organizza una mostra dell’artista dal titolo Eros Renzetti Lucha Libre con dipinti e grafiche digitali. In luglio partecipa alla mostra Happy Art organizzata dal Giffoni Film Festival a Giffoni. Nello stesso mese a Termoli si apre La rètina lucente esposizione a cura di Lorenzo Canova presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea; nella mostra sono presentate delle grandi grafiche dell’artista stampate su carta argento con il sistema Lambda; Canova scrive nel catalogo: “ …la maschera glamour e indecifrabile tracciata con i pennelli elettronici da Eros Renzetti, metafora di una bellezza extraterrestre che unisce l’epidermide cangiante di un rettile stellare alle fattezze altere di una modella cyborg”. L’anno prosegue con la partecipazione a varie collettive.

2013-2016
In aprile partecipa all’Argam di Roma allestita al museo Venanzo Crocetti e a varie collettive nel 2014. Nel marzo 2015 espone presso la Palazzetto Art Gallery di Roma in una collettiva dedicata alle Idi di marzo; in tale occasione presenta una grande fotografia che lo ritrae in un tableau vivant nei panni di Giulio Cesare nell’atto di essere pugnalato. Dipinge un intenso ritratto di Pasolini per i quarant’anni dalla scomparsa e un suo Shadow box è esposto nella chiesa di Santa Lucia del Gonfalone a Roma. È invitato da Vittorio Sgarbi all’Expo Arte Italiana allestita nella villa Bagatti Valsecchi di Varedo. A inizio del 2016 varie mostre collettive vedono la sua partecipazione, sia come pittore che creatore di maschere e costumi per performance.

Esposizioni

Personali

2015
Storia di un anno: Eros Renzetti. Artisti uniti in un luogo non comune, a cura di V. Mazzarella e P. Bielli, Roma, Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, 10-23 maggio 2015

2012
Eros Renzetti Lucha Libre, a cura di V. Mazzarella, Roma, Palazzetto Art Gallery, 9 maggio -12 giugno 2012


2011-2012
Eros Renzetti. Poker Faces, Roma, Billions, 10 dicembre 2011-10 gennaio 2012

2010
Di padre in figlio, a cura di V. Mazzarella, Roma, Galleria Monserrato Arte ‘900, 21 ottobre-12 novembre, 2010

2009-2010
Giovanni Cozzi Eros Renzetti Anteprima, Roma, Silber Gallery, 12 dicembre, 2009-12 febbraio 2010


2005-2006
Eros Renzetti, New York (U.S.A.), J.F. Kennedy Airport, dicembre 2005-maggio 2006


1999
Giancarlo Renzetti, New York (U.S.A.), J.F. Kennedy Airport, giugno, luglio 1999


1996
Corpo a corpo. Tre maniere di guardare al corpo. A.R.G.A.M. 1996, (Primaverile Romana 1996 – Arte in Europa), a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 15 aprile-11 maggio 1996



1995
Giancarlo Renzetti. Dipinti e disegni, Roma, Galleria Ca’ d’Oro, 26 giugno-26 luglio 1995

Collettive

2017
Rosa, Roma, Monserrato Arte ‘900, 29 giugno 2017

Antonio Lucci. Illuminista francescano
, a cura di R. Marino, Bovino (Foggia), Cassero del Castello Ducale, 17-30 giugno 2017

Monster, a cura di R. Marino e F. Milani, Roma, Bat-Gallery/Studio Milani, 22-30 maggio 2017

Rompete le righe, a cura di S. Polo, Roma, ex-studio Sandro Chia, 25 febbraio 2017

2016-2017
La favola sacra del Natale, a cura di R. Marino e V. Mazzarella, Deliceto, Chiesa di Sant’Antonio, 8 dicembre 2016-8 gennaio 2017

“Adda venì Barbone!”, Roma, Galleria “Arte e Pensieri”, 3 dicembre 2016-7 gennaio 2017

2016
Cristo e la Croce. Nel nome della misericordia e della bellezza dell’arte, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 30 novembre-30 dicembre 2016

La Bestia e la Bella. Dalla violenza della guerra alla bellezza dell’arte (seconda tornata), a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 19 ottobre-10 novembre, 2016

La Bestia e la Bella. Dalla violenza della guerra alla bellezza dell’arte (prima tornata), a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 20 settembre-7 ottobre, 2016

Artistiamoci. Artisti Pro Emmaus, Zagarolo, Palazzo Rospigliosi, 27 novembre-4 dicembre, 2016

Il Gran Bazar dei Morti e dei Vivi, a cura di V. Mazzarella e R. Giulieni, Roma, Monserrato Arte ‘900, 4 novembre-5 dicembre 2016

ArtePorto. L’arte contemporanea incontra Portus, a cura di S. Polo e S. Calvarese, Fiumicino (RM), Parco Archeologico dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano, 1-16 ottobre 2016

Dai frammenti del sacro alla ricomposizione del mito, a cura di R. Marino, Bovino, Circolo Culturale “F. Rossomandi” e Museo Civico “C. G. Nicastro” 31 luglio-15 agosto 2016

1846-2016 Spiriti Ardenti fra arte & fotografia, a cura di M. Zattini, Cesena, Galleria Comunale d’Arte, 16 luglio-25 settembre 2016

Archeologie a venire. Metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana, a cura di S. Pegoraro, Vasto, 9 luglio-23 ottobre 2016

ACcordaMenti Atto V: Aracne e altre metamorfosi, a cura di R. Giulieni, Roma, Varco, 12-16 giugno 2016

Nove son le colonne due le stelle, a cura di BQB e V. Mazzarella, Roma, Baronato Quattro Bellezze, 4 marzo-4 maggio 2016


2015-2016
Giubileo, Papa Bergoglio da Gesuita a Francescano, Roma, Galleria Minima Contemporanea, 12 dicembre 2015-30 gennaio 2016

Sette opere per la Misericordia, Roma, Monserrato Arte ‘900, 8 dicembre 2015-10 gennaio, 2016

Oro, incenso e mitra, Roma, Galleria Arte e Pensieri, 5 dicembre 2015-9 gennaio 2016

2015
Expo Arte Italiana, a cura di V. Sgarbi, Varedo (MB), Villa Bagatti Valsecchi, 19 giugno-31 ottobre 2015

Open Entry, a cura di M. Tosto, Roma, Galleria Minima Contemporanea, 14 novembre-5 dicembre 2015

Pier Paolo Pasolini da spazio espositivo a spazio espressivo, Ostia (RM), Teatro del Lido di Ostia, 21 ottobre-30 novembre 2015

Senza Rete, a cura di M. Tosto, Roma, Galleria Minima Contemporanea, 10 luglio-5 settembre 2015

Pier Paolo Pasolini da spazio espositivo a spazio espressivo, Roma, Galleria Minima Contemporanea, 8 maggio-27 giugno 2015

Tu quoque. Artisti per il cesaricidio, Roma, Palazzetto Art Gallery, 15 marzo-15 aprile 2015

Art for Porn, a cura di Le ragazze del porno, Milano, Galleria Le Dictateur, 27-29 marzo 2015

2014
Lettera d’amore, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 12 giugno-12 luglio 2014

Art for Porn, Roma, Studio Marco Delogu, 29-30 marzo 2014

Unifotunart, a cura di A. Ozzella, Benevento, Università degli studi Giustino Fortunato, 24 aprile- 28 maggio 2014

2013
Il prossimo potresti essere tu, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 8-30 dicembre 2013

Invito a Palazzetto n. 4, Roma, Palazzetto Art Gallery, Roma, 21 maggio-31 luglio 2013

Invito a Palazzetto n. 3, Roma, Palazzetto Art Gallery, Roma, 4-19 marzo 2013

Il gallerista fallito sale su una galassia o si nasconde dentro le spoglie di San Benedetto Giuseppe Labre, a cura di V. Mazzarella, Monserrato Arte ‘900, 4-29 marzo 2013

Argamarte al Museo Crocetti, a cura di C. Siniscalco, Museo Venanzo Crocetti, 19 aprile-6 maggio 2013


2012-2013
Dalla Dolce Vita alla Vie En Rose, a cura di C. Siniscalco, Studio S-Arte Contemporanea, 3 dicembre 2012-5 gennaio 2013


2012
Invito a Palazzetto n. 2
, Roma, Palazzetto Art Gallery, 17 ottobre-7 novembre 2012

Rosa Rosae Rosae Rosam …Il declinare della rosa, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 5-31 ottobre 2012

Invito a Palazzetto n. 1, Roma, Palazzetto Art Gallery, 14-21 marzo 2012

Lo sguardo nel giorno dell’Immacolata Concezione, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 8-23 dicembre 2012

San Giovanni l’Elemosiniere, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 27 ottobre-15 novembre 2012

Dedicato a Ivan, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 4-28 marzo 2012

La rètina lucente, a cura di L. Canova, Termoli, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, 22 luglio-16 settembre 2012

Giffoni Film Festival, Giffoni Experience 2012, Happy Art, a cura di S. Colantuoni, Giffoni-Valle Piana (Salerno), Complesso Monumentale San Francesco, 15-24 luglio 2012

2011-2012
Il segno d’Italia, a cura di V. Mazzarella, Palazzetto Art Gallery, 8 dicembre 2011-8 gennaio 2012

2011
L’unica verginità è nello sguardo, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 8-11 dicembre 2011

Capolavori Ritrovati. E gli artisti alla Biennale di Venezia della Galleria Monserrato Arte ‘900, a cura di V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 14-31 luglio 2011

54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, a cura di V. Sgarbi, Venezia, Arsenale Padiglione Italia, Giardini-Arsenale, 4 giugno, 27 novembre 2011

Oltre il buio, a cura di B. Palma, A. Pepe, V. Mazzarella, Roma, Minima, 15 giugno-12 luglio 2011

L’Italia è un colore sognato, a cura di R. Giulieni e V. Mazzarella, Roma, Monserrato Arte ‘900, 17 marzo-8 aprile 2011

Nascondi la pietra che Caino non la trovi, Lecco, Torre Viscontea, 13 febbraio-6 marzo 2011

Quindici artisti in memoria della Shoah, a cura di C. Siniscalco, Tel Aviv, Old Jaffa Museum, 1-28 febbraio 2011

“Prima della Quaresima” Uomini, Santi, Dei, pagliacci e coriandoli, a cura di V. Mazzarella e R. Giulieni, Roma, Galleria Monserrato Arte ‘900, 28 gennaio-25 febbraio 2011

2010-2011
Nel giorno dell’Immacolata Concezione a voi diamo la bellezza nella perversione della forma, a cura di P. Bielli, V. Mazzarella, R. Giulieni, Roma, Galleria Monserrato Arte ‘900, 8 dicembre, 2010-10 gennaio 2011

2010
Muro contro muro, senza pietà
, a cura di C. Siniscalco, Padula (SA), Certosa di San Lorenzo, Antica Spezieria, 22 aprile-9 maggio 2010

Omaggio a de Chirico, a cura di A. e G. Porcella, Los Angeles, Sculpture Foundation di Bergamot Station, Santa Monica, Los Angeles, aprile 2010

Muro contro muro, a cura di C. Siniscalco, Salerno, Punto Einaudi, 27 febbraio-20 marzo 2010

Omaggio a de Chirico, a cura di A. e G. Porcella, New York, New York University, 15 febbraio-15 marzo 2010

Omaggio a de Chirico, a cura di A. e G. Porcella, Miami, Saint Thomas High School, 18 gennaio 2010

2009-2010
Carte d’autore, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 21 dicembre 2009-18 gennaio 2010


2009
Omaggio a de Chirico, a cura di A. e G. Porcella, Roma, Galleria Ca’ d’Oro, 30 novembre 2009

Muro contro muro, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 9 novembre-5 dicembre 2009

I grandi Maestri della grafica. La grafica d’autore dal ‘900 ad oggi, Roma, Galleria L’Indicatore, 10 ottobre 2009

Maestri in grafica. La grafica d’autore dal ‘900 ad oggi, Roma, Silber Gallery, 23 luglio-30 settembre 2009

Leonor Fini L’Italienne de Paris, a cura di M. Masau Dan, Trieste, Museo Revoltella, 4 luglio-4 ottobre 2009

Giffoni Film Festival. Artabù. Icone della trasgressione, a cura di S. Colantuoni, Giffoni-Valle Piana (Salerno), Convento di San Francesco, 15-25 luglio 2009

2008
Omaggio a de Chirico, a cura di A. e G. Porcella, Roma, Galleria Ca’ d’Oro, 6 novembre-6 dicembre 2008

Jean Cocteau le joli coeur. Omaggio ”alla moda” di un seduttore, a cura di M. Carrera, Milano, Palazzo delle Stelline, Centre culturel français, 24 ottobre-4 dicembre 2008

2007
Primaverile A.R.G.A.M. 2007, Salone di Primavera. Ricerca ed Elogio della Forma, prima edizione, a cura di C. Siniscalco, Roma, Museo Venanzo Crocetti, 22 maggio-22 giugno 2007

La forma ritrovata, dipinti di artisti contemporanei, Roma, Galleria Il Riquadro, ottobre 2007

2005
Uroburo o dell’Eterno Ritorno (omaggio a Cocteau), a cura di M. Carrera, Parma, Archivio di Stato, 1-31 ottobre 2005

2004
Salone di maggio. La natura e l’uomo, a cura di C. Siniscalco, Roma, Complesso del Vittoriano, 7-26 maggio 2004

Cleopatra. Da Michelangelo all’Arte Contemporanea, a cura di C. Siniscalco, Baku (Azerbaijan), Museo Shirvanshakh, Sala del Trono, 19- 29 dicembre 2004

2003
Cleopatra. Da Michelangelo all’Arte Contemporanea, a cura di C. Siniscalco, Alessandria (Egitto), Alexandria Center of Art, aprile 2003

Cleopatra. Da Michelangelo all’Arte Contemporanea, a cura di C. Siniscalco, Il Cairo (Egitto), Akhnatoon Center of Arts-Zamalek, giugno 2003

Giffoni Film Festival. Un mondo di immagini per chi immagina il mondo. Declinazioni d’arte sull’universo giovanile, a cura di M. Duranti, Giffoni-Valle Piana (Salerno), Convento di San Francesco, 19-28 luglio 2003

Nuovo surrealismo, visionario e fantastico, Rapolano Terme (Siena), Antica Grancia, luglio 2003

2002
Cleopatra, a cura di C. Siniscalco, Roma, Accademia d’Egitto, 16 maggio-16 giugno 2002

Cleopatra, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 19 giugno-25 luglio 2002

1999-2000
Che bella (la) figura!, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 20 novembre 1999-21 gennaio 2000

1999
Artisti per la 705ª Perdonanza Celestiniana, L’Aquila, Fortezza Spagnola, 14 agosto-26 settembre 1999

1998-1999

Trenta artisti per Umbria Jazz Winter, Orvieto, Palazzo del Popolo, 28 dicembre 1998-10 gennaio 1999

1998
Ventiquattro artisti per Umbria Jazz, Perugia, Rocca Paolina, 10-19 luglio 1998

1997-1998
50 in Bianco e Nero, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 25 novembre 1997-5 gennaio 1998

1997
Segnalazioni, A.R.G.A.M. 1997, a cura di C. Siniscalco, Roma, Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, 10 giugno- 20 luglio 1997

Art Convention Italia (Altamarea), Galleria L’Indicatore 1997

1996-1997
Sesta Biennale Internazionale del Cairo. Padiglione italiano, a cura di C. Siniscalco, Il Cairo (Egitto), The National Centre of Fine Arts, dicembre 1996-febbraio 1997

1996
Festival d’Autunno 1996 (Argamarte In Scena e Fuori Scena), a cura di C. Siniscalco, Roma, Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, 25 ottobre-25 novembre 1996

L’Altra Arte?, a cura di M. Smolizza, Roma, Palazzo Barberini, 26 ottobre-7 novembre 1996

1995
Viaggio nell’Italia dell’Arte, a cura di A. Cilento, Napoli, Ente Autonomo Mostra d’Oltremare Galleria Mediterranea, itinerante in varie città d’Italia, 10-20 luglio 1995

1994
Arte a confronto, Cesenatico (Fo), Galleria d’Arte “Il Quadrato”, 10-24 dicembre 1994

Ricordando Fabrizio Clerici, a cura di F. Zeri, Roma, Accademia Nazionale di San Luca, 10-30 giugno 1994

Eros Renzetti
Mi è capitato un giorno

Genere: Arte Contemporanea
Editore: [ Damiani ]
Presentazione: Vincenzo Mazzarella
Lingua / Edizione: Italiano e Inglese
Traduzione: Anna Maria Cossiga; Judith Mundell
Edizione: 2011
ISBN 978-88-6208-193-1
Pagine: 112, ill. 85
Formato: 21 x 26,5 cm (8 x 10 ½ inches)
Rilegatura: Copertina rigida
€ 20.00

L’artista Eros Renzetti partecipa alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia all’Arsenale, segnalato dallo scrittore Vincenzo Consolo. Scrittore e saggista, Consolo è considerato uno tra i più importanti narratori italiani contemporanei, vincitore nel 1992, con Nottetempo, casa per casa, del prestigioso Premio Strega. Così commenta: “Ho scelto di presentare il pittore Eros Renzetti alla Biennale di Venezia, Padiglione italiano alle Corderie, perché l’opera di questo artista mi ha molto colpito e convinto. Le sue figure di uomini con elmo – simile a quello del guerriero di Dodona – visti di profilo, le sue “presenze” di faccia, i suoi nudi, i suoi “tattoo” e soprattutto i suoi colori mi hanno ricordato la grande pittura surrealista di Leonor Fini, di Fabrizio Clerici o di Alberto Savinio.” Renzetti infatti è stato allievo e assistente di Fabrizio Clerici e molto legato a Leonor Fini che scrive nel 1995 la presentazione in catalogo in occasione della sua prima esposizione.


Eros Renzetti
Le trame di Venere

Genere: Arte
Editore: EFFE Fabrizio Fabbri Editore
Presentazione: Nicoletta Campanella
Documentazione: Marco Mestichella
Lingua/Edizione: Italiano e Inglese
Traduzione: Elaine Findlay
Edizione: 2005
ISBN: 88-89298-14-6
Pagine: 104, ill. 24 in nero, 34 a colori
Formato: 24,5×28 cm
Rilegatura: Brossura
€ 20,00


Antologia critica

 

Eros Renzetti dà vita nella sua arte a un’o­riginale rilettura in chiave fantastica o fantascientifica di canoni e icone del classicismo greco-romano. Acquisita attraverso il magistero di Fabrizio Clerici una tecnica pittorica raffinatissima e capziosa, la impiega dunque per mettere in eclatante evidenza tutte le potenzialità per così dire “futuristiche” di immagini del passato: dai guerrieri nudi del tempio di Atena Afaia a Egina, al guerriero con elmo di Dodona, (ricordato dallo scrittore Vincenzo Consolo nel suo testo di presentazione dell’artista alla Biennale di Venezia nel 2011). Lo stesso può dirsi per la scultura, che dà corpo a figure mitologiche come quella, maestosa e spiazzante, di Aracne: una scultura polimaterica e iperbolicamente “ornata”, quella di Renzetti, che rovescia il canone neoclassico winckelmanniano in iperbole barocca. Una poetica, dunque, che rinvia alla metamorfosi e al travestimento, in una teatrale e provocatoria Mise-en-scène.

Silvia Pegoraro, Per un elogio dell’inattuale. Vitalità e metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana, catalogo della mostra (Archeologie a venire. Metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana, a cura di S. Pegoraro, Vasto, Scuderie di Palazzo Aragona, 9 luglio-23 ottobre 2016.), Premio Vasto, Vasto, 2016.


«La gioia è la nostra fuga dal tempo».
«Una visione chiara del possibile e dell’impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera, basta a cancellare i desideri insaziabili ed i vani timori: da questo, e non da altro derivano la temperanza ed il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio».
«Ciò che chiamiamo mondo sono i significati che noi leggiamo; dunque qualcosa che non è reale. Ma esso ci afferra come dal di fuori; dunque è reale». (Simon Weil)

Eros Renzetti trasfigura ogni suggestione nelle traiettorie inusuali del suo immaginario cogliendo dal mondo “reale” gli scarti visionari che ricompongono nuovi mondi. Qui, si invera una nuova, mitica Carolyn Carson, in misura perfetta, sotto le ali scenografiche e protettive di due metamorfiche falene. Si tratta di un ritorno alle origini dove l’artista si muove in territori sottili per differenti appartenenze. 

È come se una coscienza etica si coniugasse a quella estetica. Eros sembra così riscattare una nuova dimensione attraverso la meraviglia della diversità. La luce del volto ci rivela la vertigine ieratica di una bellezza dove la caducità delle cose e del tempo si fa grazia contemplativa, silenziosa, meditativa. Scriveva Simone Weil che «una poesia deve voler dire qualcosa, e allo stesso tempo nulla – il nulla che è dall’alto». Così anche nell’arte. La mente visionaria del nostro artista sembra racchiudere un sapere molteplice e antico capace di ripercorrere nuovi campi di erranza. Eros Renzetti sa parlarci dell’invisibile e lo esprime come specchio dell’ineffabile nel mondo. In un passo di danza tutto può riemergere e risvegliarsi nello stupore enigmatico dell’arte.
Ed è il rosso della passione che regna sovrano, perché «la passione è una grande fabbrica d’illusioni e solo chi è riuscito a liberarsene può raggiungere la libertà» (S. Weil).

Marisa Zattini, Eros Renzetti, in 1846-2016 Spiriti Ardenti fra arte & fotografia, a cura di M. Zattini, Cesena, Galleria Comunale d’Arte, 16 luglio-25 settembre 2016, Il Vicolo divisione libri, Cesena, 2016.


“La testa d’oro che sembra sospesa dall’alto; è un lavoro di Eros Renzetti che si chiama I favoriti di Traiano.
I favoriti di Traiano perché la testa d’oro corrisponde alla maschera di Apollodoro di Damasco, che lavora moltissimo con Traiano. Per cui Eros Renzetti sotto dispone dieci maschere che corrispondo alle dieci architetture più importanti che Apollodoro di Damasco fa per Traiano; dalla Colonna Traiana, alla Basilica Ulpia, al Foro di Traiano, ai Mercati di Traiano, alle Terme di Traiano e allo straordinario “porto esagonale” che c’è qui all’interno del Parco archeologico. Le maschere sono “rosse” perché Apollodoro di Damasco fu inviso da Adriano il quale lo esiliò e lo fece uccidere.

Sandro Polo in Arteporto 2016, video report di Paul Sassine.


“Ho scelto di presentare il pittore Eros Renzetti alla Biennale di Venezia, Padiglione italiano alle Corderie, perché l’opera di questo artista mi ha molto colpito e convinto. Le sue figure di uomini con elmo – simile a quello del guerriero di Dodona – visti di profilo, le sue “presenze” di faccia, i suoi nudi, i suoi “tattoo” e soprattutto i suoi colori mi hanno ricordato la grande pittura surrealista di Leonor Fini, di Fabrizio Clerici o di Alberto Savinio.”

Vincenzo Consolo, (presentazione dell’artista Eros Renzetti alla Biennale di Venezia), in L’Arte non è cosa nostra, a cura di V. Sgarbi, catalogo della mostra (Venezia, Corderie dell’Arsenale, Padiglione Italia, 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Venezia, 4 giugno-27 novembre, 2011), Skira, Milano 2011.


“… la maschera glamour e indecifrabile tracciata con i pennelli elettronici da Eros Renzetti, metafora di una bellezza extraterrestre che unisce l’epidermide cangiante di un rettile stellare alle fattezze altere di una modella cyborg”.

Lorenzo Canova, Riflessi e segni sulla rètina lucente, in La Rètina lucente, catalogo della mostra (LVII Mostra Nazionale ‘Città di Termoli’, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, 22 luglio-16 settembre 2012), Primamusa art publisher, Roma 2012.


“… Eros Renzetti è l’amico più giovane di Leonor Fini, l’artista che l’ha frequentata negli anni ottanta con Fabrizio Clerici e, successivamente, fino alla sua scomparsa avvenuta a Parigi nel 1996. Anche per lui l’azzurro, l’oltremare sono incanti con i quali maschera i suoi androgeni, i suoi cavalieri; sicuramente anche lui è uno di loro e, mentre li dipinge, si specchia nella loro natura. È una pittura opalescente quella di Renzetti: i corpi si mimetizzano con la luce, il colore assume riflessi perlacei. Leonor Fini apprezzava l’originalità delle sue composizioni d’anatomia e per questo, in maniera del tutto eccezionale, gli dedica uno scritto pubblicato in un suo catalogo.”

Laura Gavioli, La panthera pardus, il Re Luna, Il San Sebastiano- Fabrizio Clerici, Eros Renzetti, Leonor Fini, in Leonor Fini L’Italienne de Paris, a cura di Maria Masau Dan, catalogo della mostra (Trieste, Museo Revoltella, 4 luglio-4 ottobre 2009) Museo Revoltella, Trieste 2009.


Posso affermare risolutamente che Eros Renzetti è uno degli ultimi paladini di un’estetica glamour molto prossima a quella di Cocteau. Metallica eleganza e sensualità ambigua richiamano alla mente l’iconografia dei celebri profili de jeune homme, che tutti conosciamo come sublime forma di innamoramento estetico. Renzetti rende questa passione con padronanza. Si rinverdisce così l’antico mestiere di chi produce bellezza, che visionariamente sa prima riconoscerla, poi immaginarla e infine offrirla.

Mauro Carrera, Uroburo o «de l’éternel retour» (omaggio a Cocteau), catalogo della mostra (Milano, Palazzo delle Stelline, Centre culturel français, 24 ottobre-4 dicembre 2008), Edizioni dell’Uroburo, Parma 2008.


“… Eros Renzetti dipinge l’opera perturbante Testa anatomica di profilo, in posa ieratica, attraverso una trama mitologica e monocromatica che esprime intensamente la magìa della profondità mimetica cerebrale dell’uomo.”

Marisa Zattini, Nei labirinti iniziatici dei corpi ermetici dell’arte, «graphie» VIII, N° 2, giugno 2006


Hanno sortito Eros, le trame di Venere. Giancarlo Renzetti s’è riconosciuto (circa un anno fa) nel suo nuovo nome Eros; a suggerirglielo – secondo me – è stato uno dei suoi cavalieri. Una delle sue figure maschili, perfettamente armate. Eros i suoi cavalieri li disegna di profilo: una posa più che ieratica (tratta dalle sculture greco-romane) dal profumo di Venere, appunto; e, infatti li tinge in azzurrite, e oltre… Non hanno l’odore della guerra, i Cavalieri di Eros, ma il profumo del desiderio, della passione che mai si soddisfa. È quello stato di tensione sempre vibrante… la passione che prova sempre e solo se stessa fino alla sublimazione, all’elevazione… per non restarsene insoddisfatta. L’azzurrite di Eros è il lapislazzuli, è l’oltremare, è il suono delle onde del mare: porta da dove nasce Venere, oltre l’esaltazione rossa dell’inizio del desiderio; oltre l’alba, che del giorno nascente ha tutta la trepidazione. I Cavalieri di Eros conducono oltre: oltre la guerra della passione, della conquista; hanno già volato sulla guerra, loro, oppure: non hanno mai volato sulla guerra, loro: di sicuro, però, puntano oltre, a causa de le trame di Venere. “Per me il rosso è esaltazione… da piccolo, pur detestando sia l’odore che il sapore, ero attratto dalla carta di quelle caramelle prismatiche, rettangolari (non so se esistono ancora) la cui carta, messa davanti agli occhi, ti cambiava la vita…”, mi ha raccontato un giorno Eros Renzetti, “vedevi tutto rosso-fucsia… mentre facevo questi giochetti e vedevo quindi tutto più rosso… bocche rosse… Quindi per me il rosso è esaltazione, non passione… la passione secondo me non ha colore… la passione è il bianco… dove tutto è e dove tutto si annulla. “

Nicoletta Campanella, Eros Renzetti. Le trame di Venere, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, 2005.


“Eros Renzetti rivela una consonanza profonda con l’ideale estetico di Cocteau. L’eleganza algida e sensuale dei suoi efebici guerrieri insinua affinità elettive con gli orfici profili de jeune homme. Ma originale e antico è il mestiere pittorico di Renzetti, che legittima la coesistenza di iconografia glamour e sacralità della pittura visionaria.”

Mauro Carrera, Uroburo o dell’eterno ritorno (omaggio a Cocteau), in Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore, a cura di Mauro Carrera e Elena Fermi, catalogo della mostra (Parma, Archivio di Stato, 1-31 ottobre 2005; Mamiano di Traversetolo, Parma, Fondazione Magnani-Rocca, 10 settembre-27 novembre 2005), Mattioli 1885, Parma 2005.


Disegnatore, pittore, creatore di gioielli, scenografo.
Formazione solida all’Istituto d’arte, prima e all’Accademia di Belle Arti di Roma, la città dove è nato e lavora; soprattutto allievo e in seguito assistente di Fabrizio Clerici, dal quale ha appreso l’anatomia e i segreti della pittura antica, Giancarlo Renzetti è approdato a un linguaggio figurale metafisico al limite del visionario. Anche per questo cimento non ha abbandonato il suo linguaggio di suggestive imbologie fuori del tempo e dello spazio. Con il dittico Il padre putativo I e II, busti di figure misteriose tratte dalla storia antica di epoca indefinibile sono collocate in preziose teche come divinità da adorare. Nella prima opera, volutamente tenebrosa, domina la rarefazione cromatica di un verde opalescente appena rischiarato da una debole luce che illumina il volto di un presunto guerriero o di un saggio. Nella seconda, più solare, la prevalenza, ancora rarefatta, è di un giallo-luce e il protagonista è il profilo di un guerriero dal pomposo elmo. Due simboli forti di un padre, seppure supposto, che è guida e certezza, riferimento certo di vita. Dunque, il mito della forza e della saggezza che non è da ricercare nelle immagini della modernità, ma in quelle più solide della memoria storica.

Massimo Duranti, Un mondo di immagini per chi immagina il mondo. Declinazioni d’arte sull’universo giovanile, catalogo della mostra (Giffoni, Convento di San Francesco, 19-28 luglio 2003), EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2003.


Pastosità, delicatezza, sussurro, sogno.
E, soprattutto, profonda metabolizzazione di modelli culturali classici che avvolgono e danno significato a tutta l’opera di Giancarlo Renzetti, caratterizzata da una tavolozza mirata alla ricerca del monocromo e dalla scelta radicale della figura come centro d’attenzione: il tutto solidamente sorretto da un talento naturale nel disegno e nelle proporzioni. Talento che permette a Renzetti di inventare una sua via all’interpretazione della figura e del colore […].
Ultrasuono, ad esempio, ci presenta una silenziosa anatomia, spettacolarmente asessuata, situata in uno spazio senza luogo e senza tempo, dominato da incombenti fili che sembrano sostenere (o manovrare?) la figura, accasciata su se stessa. Una grossa conchiglia, che sembra avulsa dal contesto, ingombrante nella sua presenza surreale, simboleggia una dimensione lontana e diversa, che preannuncia un suono lontano proveniente da un mondo “altro”: sognato, temuto, irraggiungibile o piuttosto atteso affinché i fili diano finalmente vita alla marionetta? Ecco emergere il senso del dramma, senza però un copione preciso: piuttosto un’evocazione di stati d’animo appena suggeriti, dal finale che dovrà necessariamente essere apposto da chi guarda e che sarà inevitabilmente funzione dei suoi umori. Del resto dei protagonisti delle opere di Renzetti notiamo l’estraniamento dai luoghi ove sono situati, come fossero spaesati o comunque assenti dal loro habitat, alla ricerca di un universo surreale in cui le funzioni tradizionali di ogni cosa rispondono a regole stravolte.

Ernesto D’Orsi, La forma del Sogno. Giancarlo Renzetti, in “Forum”, anno III, n° 5-6-7, giugno, luglio, agosto, 2003.


Il pittore “si dà con il suo corpo” dice Valèry.
Presta il corpo al mondo e ne fa strumento di pittura.
Corpo-occhio, corpo-carne, corpo-mente.
La tela è la lastra su cui la pittura si sostanzia in “corpo reale”, attraverso un processo fisico di sottrazione e di sedimentazione, e un procedimento psichico di pulsione e analisi proiettiva di idee in atto.
Di questa dinamica progressiva ancor oggi la pittura si dimostra custode senza pari: dove la fotografia scheggia, la pittura percorre fluidamente il movimento nel suo generarsi continuo, come evento performativo.
Giancarlo Renzetti controlla il movimento del colore, con cui interpreta la pittura, con maestria tagliente e prosciuga ogni superficie fino a condensarne linee, ombre e luci, contenendo l’energia della virazione nelle tonalità più dense e compresse d’ombra. Renzetti abolisce una volta per tutte la tavolozza, retaggio di una cultura pluricroma della pittura, e si assesta sulla ricerca del monocromo, una scelta radicale in linea con la sua rigidità nello scegliere la figura come centro d’attenzione.
Il colore per Renzetti va sfibrato nella scala cromatica in tutte le definizioni diverse dalla tinta unica.
Un lavoro quindi che esalta il dialogo tra il nero e la luce, tra lo sfumato e il tutto tondo. È questa stessa pastosità che si ritrova poi anche nei suoi lavori con la matita, nei disegni al nero, che quindi connotano ancor di più la sua scelta del monocromo, da sfondo a luce unica della figura. Si tratta di una esplorazione di un mistero centrale per l’arte: il nero dentro al colore, l’ombra dentro la luce. Il nero è il luogo del prisma dove i colori s’annullano, è il simbolo del lutto o della morte, del caos della notte originale, dell’indistinto. Dal linguaggio comune, l’arte ha tratto associazioni con la malinconia (umore nero, idee nere, bile nera), con l’ebbrezza, la magia. Le sue figurazioni antropomorfe o mitologiche poi ricostituiscono non un passato di citazioni fini a se stesse, che hanno ragion d’essere in virtù di una cultura archeologica, né fanno della storia un rudere o una protesi letteraria, ma sono mascheramenti del pensiero (mimesis intesa nella sua parentela linguistica con mimeisthai, la maschera dell’attore), che la pittura come alibi ha espresso da sempre nella sua realtà metaforica, metonimica e metafisica. Più che di un revanscismo della pittura, il lavoro di Renzetti esprime l’edonismo della pittura che celebra e consacra lo stato dell’arte come derivazione biologica dello status d’artista, nella manualità, corporeità, abilità percettiva, ma soprattutto nel lavoro “mentale”, in senso leonardiano, ma della materia e del materiale.

Angelo Capasso, Ritratto di Renzetti in abito scuro, in “Arte In”, n° 67, giugno, luglio 2000. Parzialmente pubblicato nella presentazione della mostra Giancarlo Renzetti, J.F. Kennedy Airport, giugno, luglio, 1999.


Il pittore Giancarlo Renzetti ha acquistato, nei suoi pur comparativamente pochi anni di attività, una tale conoscenza delle antiche tecniche pittoriche, oggi di solito trascurate a favore del “concetto” e del “significato” dell’opera, da poter essere considerato una vera eccezione tra i giovani artisti italiani. L’intelligente manualità, l’eccezionale tecnica, il “mestiere” nel significato più nobile del termine, non avrebbero ad ogni modo alcun significato se non fossero vivificati dall’ispirazione e dalle originali composizioni delle sue opere, davvero insolite e personali: l’artista isola i sui personaggi in immensi spazi e li trasforma in solitarie pedine della scacchiera di un mondo dove l’uomo è abbandonato a se stesso, senza alcuna possibilità di comunicazione, sensibile soltanto alle voci delle memorie ed al suono di musiche antiche. Alla ricerca, forse di se stesso. Come lo sono la nostra società e l’arte oggi, al tramonto di questo secolo.

Carmine Siniscalco, Sesta Biennale Internazionale del Cairo. Padiglione italiano, catalogo della mostra (Cairo, The National Centre of Fine Arts, dicembre 1996 – febbraio 1997), Arab Republic of Egypt- Ministry of Culture- National Centre of Fine Arts, 1996.


Tecniche più laboriose e in parte riprese dalla tradizione pittorica dei grandi maestri, sono quelle utilizzate da Renzetti nei suoi nove dipinti, compresi tra il 1989 e il 1995. Fanno da contrappunto alle vaste tele, dei lavori su carta di sorprendente bellezza, come quelli della serie dei Cardinali. In essi l’espressione accigliata, il loro stato decrepito, lo sguardo fisso dei profeti che si trasforma in un guizzo consapevole prima della morte, hanno come qualcosa di perturbante e profondamente poetico. In queste opere, il legame interno, più che essere costituito da un motivo iconografico riconoscibile è dato piuttosto dal proporre in termini figurali l’atmosfera magica di un “apparizione”.
I personaggi appaiono immersi in una luce perlacea che trasforma i colori verde-acido, terra di corallo, viola-opalino, in tonalità naturali, capaci di enfatizzare il clima fantastico della scena. I corpi delle figure assumono, grazie alla luce, dei ritmi volumetrici che sembrano liberati dall’interno e imprigionati da una pellicola trasparente, quasi si trattasse di un vetro. Renzetti, che per lunghi anni è stato l’assistente di Fabrizio Clerici, uno dei protagonisti dell’arte visionaria, pur assorbendo alcuni aspetti tecnici del suo maestro, riesce ad elaborare un originale repertorio di forme e temi svincolati da qualsiasi intento narrativo, seppure solo in parte legati alla sua formazione di scenografo.

Ines Millesimi, Renzetti, in “Artel”, n. 27, luglio, 1995.

Bibliografia


2017
Vincenzo Mazzarella, Le Ore Sante della Giornata. Racconti, ricordi e preghiere, catalogo della mostra, (Rosa, Roma, Monserrato Arte ‘900, 29 giugno 2017), Monserrato Arte ‘900, Roma 2017
Sofia Fabiani, Guida BDSM, Omnia One Group Editore, Ladispoli, Roma, 2017


2016
Marisa Zattini, Eros Renzetti, in 1846-2016 Spiriti Ardenti fra arte & fotografia, catalogo della mostra (1846-2016 Spiriti Ardenti fra arte & fotografia, a cura di M. Zattini, Cesena, Galleria Comunale d’Arte, 16 luglio-25 settembre 2016), Il Vicolo divisione libri, Cesena, 2016.
Silvia Pegoraro, Per un elogio dell’inattuale. Vitalità e metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana, catalogo della mostra (Archeologie a venire. Metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana, a cura di S. Pegoraro, Vasto, 9 luglio-23 ottobre 2016), Premio Vasto, Vasto, 2016.
Vincenzo Mazzarella, Eros Renzetti-Giorgia O’Brien, catalogo della mostra, (Nove son le colonne due le stelle, a cura di BQB e V. Mazzarella, Roma, Baronato Quattro Bellezze, 4 marzo-4 maggio 2016), con scritti di P. Poli, BQB, F. Di Matteo, V. Mazzarella, Artificio Edizioni di Capponi Editore, Roma 2016.
Elisabetta Cerigioni, La danza di Aracne, in “The Friday Project” N. 7, 2016 p. 48, p. 51
Vitaliano Tiberia, In Hoc Signo Vinces, depliant della mostra, (Cristo e la Croce. Nel nome della misericordia e della bellezza dell’arte, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 30 novembre-30 dicembre 2016).
Carmine Siniscalco, Edizioni in Giclée di Eros Renzetti, depliant della mostra, (Cristo e la Croce. Nel nome della misericordia e della bellezza dell’arte, a cura di C. Siniscalco, Roma, Studio S-Arte Contemporanea, 30 novembre-30 dicembre 2016).
Flavia Palomba, Il sacro attraverso l’occhio dell’arte contemporanea, in “l’Attacco”, anno 29 n. 147, 28 luglio 2016.
Rocco Marino, Dai frammenti del sacro alla ricomposizione del mito, a cura di R. Marino, depliant della mostra, (Bovino, Circolo Culturale “F. Rossomandi” e Museo Civico “C. G. Nicastro” 31 luglio-15 agosto 2016).
Raffaella Candoli, Se artisti che dipingono per il Bonci, in “il Resto del Carlino”, 14 luglio 2016.
Marisa Zattini, Eros Renzetti, in 1846-2016 Spiriti Ardenti fra arte & fotografia, a cura di M. Zattini, catalogo della mostra (Cesena, Galleria Comunale d’Arte, 16 luglio-25 settembre 2016), Il Vicolo editore, Cesena 2016.
Marco Mestichella, Per Eros Renzetti – I favoriti di Traiano, in ArtePorto. L’arte contemporanea incontra Portus, un video di Andrés Arce Maldonado, 2016
Giovanbattista Brambilla, David Bowie Is, in “Pride”, 199, giugno 2016, p. 18.
Paolo Conti, «Non mi compete» senza dignità, in “Corriere della Sera”, 22 maggio 2016 p. 1.
Paolo Conti, Ci risiamo, è una Madonna «Pasquino», in “Corriere della Sera”, 16 maggio 2016 p. 1.

2015-2016
Roberta Giulieni, Francesca Mambro, Intervista a Vincenzo Mazzarella, in Storia di un anno: Eros Renzetti. Artisti uniti in un luogo non comune, a cura di V. Mazzarella e P. Bielli, catalogo della mostra (Roma, Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, 10-23 maggio 2015) Monserrato Arte ‘900, Roma 2015-2016.

2015

Franco Di Matteo, Una mostra collettiva, a Roma, rende omaggio a Pier Paolo Pasolini, “International Urbis et Artis”, maggio-giugno 2015.
Vincenzo Mazzarella, Il San Gerardo di Eros Renzetti, in Visioni di Santi e Amore Mistico a cura di V. Mazzarella e R. Marino, cartolina-depliant della mostra, (Deliceto, Foggia, Chiesa di Sant’Anna e Morti, 16 ottobre 2015).
Pier Paolo Pasolini da spazio espositivo a spazio espressivo, in “Arte e Critica City”, giugno-agosto, 2015 p. 32.

2014-2015
Daniela Delcorno Branca, Alcina e Melissa: le fate del Furioso o la rilettura di un topos, in L’Orlando furioso. Incantamenti, passioni e follie. L’Arte contemporanea legge l’Ariosto, a cura di Sandro Parmigiani, catalogo della mostra (Reggio Emilia, Palazzo Magnani, 4 ottobre 2014-11 gennaio 2015), Silvana Editoriale, Milano 2014.

2012

Lorenzo Canova, Riflessi e segni sulla rètina lucente, in La Rètina lucente, catalogo della mostra (Termoli, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, 22 luglio-16 settembre 2012), Primamusa art publisher, Roma 2012.
Giuseppina Julia, Lettera a Eros, in Fabrizio Clerici. Nello spazio, nel mito, a cura di I. Millesimi, catalogo della mostra (Rocca di Umbertide. Centro per l’Arte Contemporanea, 30 giugno-30 settembre 2012), Peruzzi Editore, Città di Castello 2012.
Vincenzo Mazzarella, Nella mia mano stanca, in Eros Renzetti Lucha Libre, a cura di V. Mazzarella, catalogo della mostra (Roma, Palazzetto Art Gallery, 9 maggio -12 giugno 2012), Palazzetto Art Gallery, Roma 2012.
Ines Millesimi, Renzetti e la metafora del C.Q.F.P., in Eros Renzetti Lucha Libre, a cura di V. Mazzarella, catalogo della mostra (Roma, Palazzetto Art Gallery, 9 maggio -12 giugno 2012), Palazzetto Art Gallery, Roma 2012.
Corrado Premuda, Nell’arte di Eros Renzetti, in Eros Renzetti Lucha Libre, a cura di V. Mazzarella, catalogo della mostra (Roma, Palazzetto Art Gallery, 9 maggio -12 giugno 2012), Palazzetto Art Gallery, Roma 2012.
Angela Guarino, La pittura colta, in Eros Renzetti Lucha Libre, a cura di V. Mazzarella, catalogo della mostra (Roma, Palazzetto Art Gallery, 9 maggio -12 giugno 2012), Palazzetto Art Gallery, Roma 2012.
-Il Giornale dell’Arte Vedere a Roma, supplemento a “Il Giornale dell’Arte”, giugno, n. 39, 2012, p. 10.
-Il Giornale dell’Arte Vedere a Roma, supplemento a “Il Giornale dell’Arte”, febbraio, n. 28, 2012, p. 18.

2011
Vincenzo Consolo, (presentazione dell’artista Eros Renzetti alla Biennale di Venezia), in L’Arte non è cosa nostra, a cura di V. Sgarbi, catalogo della mostra (Venezia, Corderie dell’Arsenale, Padiglione Italia, 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Venezia, 4 giugno-27 novembre, 2011), Skira, Milano 2011.
Vincenzo Mazzarella, Il racconto del ragazzo compiuto, in Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno, Damiani Editore, Bologna 2011.
Fabrizio Clerici (alias V. Mazzarella) Mi è capitato un giorno, in Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno, Damiani Editore, Bologna 2011.
Giuseppina Julia, Mi è capitato un giorno, in Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno, Damiani Editore, Bologna 2011.
Serdar Kayra, Il racconto del ragazzo compiuto, in Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno, Damiani Editore, Bologna 2011.
Ines Millesimi, Biografia, in Eros Renzetti. Mi è capitato un giorno, Damiani Editore, Bologna 2011.
Quindici artisti a Tel Aviv per la Shoah, in “Il Messaggero”, 24 gennaio, 2011.

2009
Arianna Boria, “Dorfles, quella Leonor Fini non è per bene”, in “Il Piccolo”, 28 agosto 2009.
Corrado Premuda, Il ritorno di Leonor Fini in Italia, in “La Voce in più – Cultura”, supplemento di “La Voce del Popolo”, Fiume (Croazia), 18 luglio 2009.
Laura Gavioli, La panthera pardus, il Re Luna, Il San Sebastiano-Fabrizio Clerici, Eros Renzetti, Leonor Fini, in Leonor Fini L’Italienne de Paris, a cura di Maria Masau Dan, catalogo della mostra (Trieste, Museo Revoltella, 4 luglio-4 ottobre 2009), Revoltella Editore, Trieste 2009.

2008
Mauro Carrera, Uroburo o «de l’éternel retour» (omaggio a Cocteau), in Jean Cocteau Le joli coeur. Collezione Uroburo, a cura di M. Carrera e E. Fermi, catalogo della mostra (Milano, Palazzo delle Stelline, Centre culturel français, 24 ottobre-4 dicembre 2008), Edizioni dell’Uroburo, Parma 2008.

2007
Marco Carapezza, Voyage à lîle de Motya, in Fabrizio Clerici. Opere 1937-1992, a cura di Sergio Troisi, catalogo della mostra (Convento del Carmine, 7 luglio-28 ottobre 2007), Sellerio, Palermo 2007.

2006
Marisa Zattini, Nei labirinti iniziatici dei corpi ermetici dell’arte, «graphie» VIII, 2 giugno, 2006.
– “Ulisse”, 257, gennaio 2006.
-Arte, 392, aprile 2006.
-Arte, 393, maggio 2006.

2005-2006

Nicoletta Campanella, Eros Renzetti. Le trame di Venere, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2005.
Intervista: Eros Renzetti. Lo stile dell’arte, in Tutto Tabacco, 52, 1, gennaio 2006.

2005
Mauro Carrera, Uroburo o dell’eterno ritorno (omaggio a Cocteau), in Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore, a cura di Mauro Carrera e Elena Fermi, catalogo della mostra (Mamiano di Traversetolo, Parma, Fondazione Magnani-Rocca, 10 settembre-27 novembre 2005), Mattioli 1885, Parma 2005.
Elena Fermi, Gli Artisti di Uroburo, in Uroburo o dell’eterno ritorno (omaggio a Cocteau), a cura di Mauro Carrera e Elena Fermi, catalogo della mostra (Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore, Mamiano di Traversetolo, Parma, Fondazione Magnani-Rocca, 10 settembre-27 novembre 2005), Mattioli 1885, Parma 2005.

2004
Carmine Siniscalco, Salone di maggio. La natura e l’uomo, catalogo della mostra, Palombi Editori, Roma 2004.
Marco Carapezza, Le architetture narrative di Fabrizio Clerici, in Fabrizio Clerici.Una retrospettiva, a cura di Claudio Strinati e Maria Teresa Benedetti, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano, 14-29 febbraio 2004), EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2004.

2003
Massimo Duranti, Un mondo di immagini per chi immagina il mondo. Declinazioni d’arte sull’universo giovanile, catalogo della mostra, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2003.
Antonella Pesola, apparati in Un mondo di immagini per chi immagina il mondo. Declinazioni d’arte sull’universo giovanile, catalogo della mostra, Giffoni, Convento di San Francesco, 19-28 luglio 2003, EFFE Fabrizio Fabbri Editore.
– “Ulisse”, anno XXIII, n. 232, luglio 2003.
Ernesto D’Orsi, La forma del Sogno. Giancarlo Renzetti, in “Forum”, anno III, n. 5-6-7, giugno, luglio, agosto 2003.

2000
Angelo Capasso, Ritratto di Renzetti in abito scuro, in “Arte In”, n. 67, giugno, luglio 2000.
– “Cronache AZ”, n. 677, 29 febbraio 2000.
Il “pianeta aviazione” nelle schede di Air press, Roma, Editoriale Aeronautica, 2000.
– “Chi”, n. 29, 19 luglio 2000.
Angelo Capasso, Corpo e tela, in “Modus vivendi”, n. 25, agosto, settembre 2000.
Antonella Pesola, ad vocem, 10 Anni di Alitalia per l’Arte, Roma, Alitalia Istitutional Relations and Communications 2000.
– Il Giornale dell’Arte Contemporanea, supplemento n. 1 a “Il Giornale dell’Arte”, n. 196, febbraio 2000.

1999
Massimo Duranti, Artisti per la 705ª Perdonanza Celestiniana, catalogo della mostra, L’Aquila, Fortezza Spagnola, 14 agosto, 26 settembre 1999.
Angelo Capasso, Giancarlo Renzetti, (depliant), J.F. Kennedy Airport, New York, giugno, luglio 1999.
– “Arte”, n. 311, luglio 1999.
– “Arte”, n. 312, agosto 1999.
– “Ulisse 2000”, n. 184, luglio 1999.
– “Arte In”, n. 61, giugno, luglio 1999.

1998
Massimo Duranti, Ventiquattro artisti per Umbria Jazz, (prolusione alla mostra), Perugia, Rocca Paolina, 10-19 luglio.
– “Arrivederci”, n. 100, giugno.
– “Arrivederci”, n. 106, dicembre.
– “Freccia Alata News”, n. 4.
– “Quadri & Sculture”, n. 31, giugno, luglio.
– “Arte”, n. 299, luglio.
Massimo Duranti, Trenta artisti per Umbria Jazz Winter, catalogo della mostra, Orvieto, Sala Expò, Palazzo del Popolo, 28 dicembre 1998, 10 gennaio 1999.

1997
Francesco Gallo, Art Convention Italia – Altamarea, Bologna Edizioni Bora 1997.
– “Quadri & Sculture”, n. 25, aprile, maggio; n. 26, giugno, luglio 1997.
– Carmine Siniscalco, A.R.G.A.M., 1997. S.V.P. Primaverile Romana 1997. Segno Valore Pittura, Associazione Romana Gallerie d’Arte Moderna, Roma 1997.
Mostre estate, (brochure) a cura del Comune di Roma 1997.

1996- 1997

Carmine Siniscalco, Sesta Biennale Internazionale del Cairo, Padiglione italiano, catalogo della mostra, Cairo, The National Centre of Fine Arts, dicembre 1996-febbraio 1997.

1996
Charles Reynaud des Sablons, Giancarlo Renzetti. Un jeune classique, in “The Best”, n. 44 1996.
– “Psicoanalisi Contro”, anno 13, n. 9, 1996.
Angelo Capasso, Giancarlo Renzetti: segni-disegni, in “Cahiers d’art”, n. 16, 1996.
Gianfranco Bartalotta, Teatro: Un “festival d’autunno” a Roma, in “Terzoocchio”, n. 81, dicembre 1996.
Matteo Smolizza, L’Altra Arte ?, catalogo della mostra, Roma, Palazzo Barberini, 26 ottobre-7 novembre 1996.
Galleria Italia, supplemento a “Quadri & Sculture” 1996.
– “Quadri & Sculture”, n. 18, febbraio, marzo 1996.
Renzetti in lotta con la metafisica, in “Arte”, n. 273, maggio 1996.
Renzetti continua a cesellare i suoi silenzi, in “Arte”, n. 274, giugno 1996.


1995
Vito Apuleo, Giancarlo Renzetti, in “Il Messaggero”, 3 luglio 1995.
Gabriele Simongini, Giancarlo Renzetti-Contemplazione per penetrare realtà interiori, in “Il Tempo”, 13 luglio 1995.
Ines Millesimi, Giancarlo Renzetti, in “Artel”, n. 27, luglio 1995.
Francesco Revel, Renzetti, il fotografo delle emozioni-Metafisica, in Catalogo dell’Arte Moderna Italiana, n. 31, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori 1995.
Andrea Cilento, Viaggio nell’Italia dell’Arte, catalogo della mostra itinerante, Napoli, Galleria Mediterranea, 10-20 luglio 1995.
– “Roma c’è”, 29 giugno, 5 luglio 1995.
– Vernissage, supplemento a “Il Giornale dell’Arte”, n. 134, giugno 1995.
– “Quadri & Sculture”, n. 12, gennaio, febbraio; n. 14, maggio, giugno e supplemento; n. 15, luglio, agosto; n. 16, ottobre, novembre 1995.

1994
Francesco Revel, Renzetti, il fotografo delle emozioni- Metafisica, in “Quadri & Sculture”, n. 7, supplemento 1994.
Carlo A. D’Emilio, Giancarlo Renzetti. Uomini-archetipi, in “Quadri & Sculture”, n. 9 1994.
Francesco Revel, Realismo visionario di Giancarlo Renzetti-Individua atmosfera, in “Quadri & Sculture”, n. 9, supplemento 1994.
Costanzo Costantini, Omaggio a Fabrizio Clerici-Il pennello è come un laser, in “Il Messaggero”, 20 giugno 1994.
Mario Quesada, Clerici, pittore dell’anima, in “La Repubblica”, 30 giugno 1994.

1991
G. Del., Pasifae approda in terra di Sardegna, in “Il Giornale”, 29 giugno 1991.
Franco Manzoni, Pasifae, perversa regina, in “Corriere della Sera”, 11 luglio 1991.
Gianfranco Capitta, Nel segno del toro, in “Il Manifesto”, 14 luglio 1991.
Maria Teresa Giannoni, Per amore di un toro, in “Il Tirreno”, 15 luglio 1991.
Marco Manca, De Montherlant, inno alla voglia, in “L’Unione Sarda”, 15 luglio 1991.
Franco Quadri, L’amante del dio Toro, in “La Repubblica”, 17 luglio 1991.
Dante Cappelletti, “Pasifae” rito notturno ricordando Coppola,  in “Il Tempo”, 17 luglio 1991.
Giampaolo Spinato, Pasifae regina di Creta, in “Tutto Milano – La Repubblica”, 18-24 luglio 1991.
Maria Grazia Gregori, La Francia degli anni Trenta dietro il fatale amore di Pasifae, in “L’Unità”, 22 luglio 1991.
Magda Poli, Pasifae, L’amore impossibile, in “Corriere della Sera”, 22 luglio 1991.
Ugo Volli, In palcoscenico, in “La Repubblica”, 20 agosto.
Notte dei poeti e mito di Minosse, in “Espresso sera”, 11 luglio 1991.
G. Del., In Sardegna Avogadro fa rivivere sulla scena il mito di “Pasifae”, in “Il Giornale”, 14 luglio 1991.

1984
Fabrizio Clerici, Per i vent’anni di Eros [Un Caravaggio in via Ripetta], (scritto per “Il Messaggero”, non più pubblicato).

Annuari d’Arte Moderna e Contemporanea
– ad vocem, in Catalogo dell’Arte Moderna Italiana, n. 31, 1995; n. 32, 1996; n. 33, 1997; n. 34, 1998 Milano, Editoriale Giorgio Mondadori.
– ad vocem, in “Art Diary-Italia”, Milano, Flash Art, 1996.
– ad vocem, in Top Arts. Catalogo Nazionale dell’Arte Contemporanea, Osimo, Rossano Massaccesi Editore, 1997.
– ad vocem, in Annuario d’Arte Moderna-Artisti Contemporanei 1999, 2000, 2001, 2002, 2003 Roma, Editrice A.C.C.A. in… Arte.
– ad vocem, in Comanducci. Dizionario Universale.
- ad vocem, in “Art Diary International”, Flash Art, 2008-2009